Killzone 3

Finalmente siamo qui a parlare dell’ultima fatica di Guerrilla, il team che ha dato alla luce una delle saghe più seguite su Playstation: Killzone 3.
NELLA TANA DEL NEMICO
Killzone 3, esclusiva Playstation ovviamente, è sempre ambientato su Helgan e sarete, di nuovo, nei panni di Sevchenko, detto Sev, militare delle forze
di invasione ISA. Il gioco riprende esattamente da dove si era concluso il capitolo precedente, ovvero dal palazzo di Visari, dopo l’uccisione dell’autarca, freddato da Rico, vostro compagno d’arme.
Dà lì partirà l’avventura in giocatore singolo di questo nuovo capitolo, caratterizzato da un’azione forse più frenetica rispetto ai precedenti capitoli. Una cosa però è da appuntare a Guerrilla: la durata del single player. Sarà stata una mia impressione, ma è durata davvero poco in modalità di difficoltà normale, circa 7-8 ore. Una misera, se consideriamo che la storia, per quanto affascinante ed epica possa essere, è in realtà abbastanza banale.
Devo ammettere che, dopo aver giocato agli altri Killzone, per questo mi sarei aspettato qualcosa di un po’ più carismatico, proprio a livello di caratterizzazione dei personaggi, di dialoghi… Invece, mi è sembrato tutto un po’ “già visto”.
Quello che però fa la differenza sul voto finale del titolo in questione è il multiplayer. È stato migliorato molto il multigiocatore rispetto a Killzone 2: le partite sono più frenetiche, le animazioni sono migliori, le mappe non sono molte,
e alcune sono davvero enormi e caotiche (i Boulevard e la Diga Ghiacciata, per esempio, sono rispettivamente enormi e caotiche).
In ogni caso credo che il numero di mappe, in generale sia azzeccato: non sono troppe e questo ha permesso agli sviluppatori di crearle nel miglior modo possibile: piuttosto che focalizzarsi sulla quantità si sono focalizzati sulla qualità. Le modalità di gioco sono le solite, ovvero, deathmatch a squadre, chiamato qui “Guerrilla” e le varie mappe “a missione”, cioè cattura la bandiera, sabotaggio ecc. Niente di nuovo, insomma. Una cosa, però, in particolare mi lascia con l’amaro in bocca: la quantità di armi presenti. Ormai credo che tutti i videogiocatori che utilizzano degli sparatutto si siano abituati alla grande varietà e personalizzazione di Call of Duty. Tant’è che anche Medal Of Honor, per quanto fosse un ottimo gioco, risentiva di questa pecca: la scarsa varietà di personalizzazione e di armi.
Credo che questo sia il più grande difetto di Killzone 3, perché con avversari agguerriti come CoD sul mercato, non si può pretendere di vendere di più di un franchising come Call of Duty solo perché si ha tra le mani un’esclusiva o perché la grafica è migliore. Killzone a livello tecnico è ovviamente superiore a Call of Duty, per esempio, ma non si può pretendere che questo sia l’aspetto fondamentale.
Voglio dire, Killzone è un’ottimo gioco, per carità, ma manca di profondità, manca di possibilità ch
e facciano sì che il giocatore che ci gioca per la prima volta rimanga particolarmente colpito! In CoD si possono acquistare decine e decine di armi e potenziamenti vari, creare mille combinazioni tra mirini e accessori, personalizzare la texture grafica dell’arma… qui il livello di personalizzazione è pressochè nullo. Poi ripeto, rimane comunque un gioco di alto livello, anche visto il comparto tecnico che si porta dietro e di cui tra poco parlerò, ma a mio avviso sono stati sbagliati alcuni particolari che avrebbero potuto far fare alla saga il definitivo salto di qualità.
TRA LE ROVINE DI PHYRRUS
Parlando della parte tecnica del gioco, ovviamente non c’è nulla da eccepire. Già la grafica di Killzone 2 era molto ben fatta e molto dettagliata e anche dal punto di vista artistico brillava. In Killzone 3 in questo senso le cose sono anche migliorate: il lato artistico forse ha perso un po’ di smalto, ma graficamente è un tripudio di textures super dettagliate, anche su oggetti non importati riposti in un angolo inutile e buio. Quello che rende il titolo quasi unico, però, sono i combattimenti corpo a corpo: brutali, spietati e sanguinolenti: rendono bene l'idea dell'odio che scorre tra ISA ed Helgast. Ottimi anche gli effetti visivi come sfocature varie, esplosioni, neve ecc..
A livello di sonoro, invece, siamo ad ottimi traguardi, ottimo il sonoro, buono il doppiaggio in generale. Le musiche sono evocative e cercano in qualche modo di richiamare i toni epici che erano in larga scala presenti nel capitolo precedente. I suoi delle armi e delle esplosioni sono potenti e ben fatti in ogni sfumatura.
In generale Killzone 3 è un gioco di ottima fattura, che avrebbe potuto diventare un’icona assoluta del genere; peccato per alcuni aspetti che avrebbero potuto essere rifiniti meglio, ma non si può avere tutto dalla vita, no?
VOTO 8.5
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Abbiamo provato la prima espansione di un titolo che abbiamo recensito qualche tempo fa, e che si è meritato un bel 9/10.
Il re dei running games è tornato!!!