The Witcher 2: Assassins Of Kings

Geralt di Rivia è tornato!
GERALT…CHI?
Facciamo subito qualche premessa per aggiornare chi non ha avuto la fortuna di giocare al primo episodio di The Witcher. Geralt di Rivia è un Witcher, un cacciatore di mostri. Ironia della sorte, lui stesso è una sorta di “mostro”: è un essere umano mutato dalla magia, che gli ha donato particolari doti. Ad esempio, può sfruttare i Segni (magie classiche, in tutto cinque, che comprendono la palla di fuoco, una trappola per i nemici, un’onda d’urto ecc), è molto più resistente alle ferite di una persona normale, è abilissimo ad utilizzare la spada (la sua mitica due mani d’argento), ma non gli scudi e per finire è un abile alchimista. E Geralt, per guadagnarsi da vivere, lavora come mercenario al soldo dei signorotti danarosi che vogliono liberarsi di qualche mutante o mostro. E qui arriviamo al punto d’inizio di questa avventura.
Tutto (ri)comincia in una cella: Geralt è stato imprigionato perché sospettato di aver ucciso il Re. Ovviamente è un equivoco, Geralt sa bene chi è l’assassino e così riuscirà a trovare un modo per dedicarsi alla vendetta e alla giustizia.
Questo gioco, per chi non lo sapesse, è la trasposizione videoludica di un romanzo scritto dal polacco Andrzej Sapkowski. E la trama effettivamente è ben fatta, cosa che nei giochi di oggi è sempre più raro: si parla sempre di rivolte, alieni, demoni, nelle peggiori ipotesi si tratta di demoni-alieni o alieni E demoni, diavolo, mitra, pistole, armi e terroristi. Tutto qui. Questo è il panorama videoludico mondiale. Invece, i ragazzi di CD Projekt hanno selezionato un’ottima base per una trama che è stata anche una serie tv in Polonia. E si vede che la qualità c’è. Questo non è il classico mondo fantasy. O meglio: ha le caratteristiche del classico, ma ci sono tocchi e personalità mai visti: il mondo è dominato dagli umani, non ci sono orchi che invadono qui e là, semplicemente gli umani si ammazzano a vicenda e Nani
ed Elfi, che di solito hanno ruoli di prima importanza, sono emarginati, sono reietti e sono addirittura costretti a vivere in ghetti veri e propri. C’è corruzione, prostituzioni, scommesse, è un mondo fantasy cupo, corrotto, quasi marcio, oserei dire. Insomma, ben lontano dal classico mondo fantasy. Per certi versi, la corruzione che si respira spesso e volentieri giocando mi ricorda la corruzione di Arthas in Warcraft. Ricordate? Eheh, bei tempi quelli. Però bisogna dar spazio a progetti come The Witcher, che riporta ai fasti di un tempo un genere, quello degli RPG ormai privato di ogni originalità da speculazioni. Ormai quando esce un gioco fantasy nei negozi basta dire: “scommetto che ci sono Orchi, Nani, Umani ed Elfi che si fanno la guerra e un eroe (io) deve salvare il mondo dalla catastrofe”. Non si sbaglia mai. Qui non siamo propriamente eroi, anche se agiamo da tali, le razze sono diverse, ma soprattutto è diversa l’atmosfera. E credo che già questo possa valere abbastanza da provare il gioco.
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GERALT…COME?
Come dicevo prima The Witcher è un RPG, ma non di stampo classico. Per esempio: tipica caratteristica degli RPG è quella di poter personalizzare il proprio personaggio. Qui la personalizzazione è piuttosto blanda: possiamo trovare nuove armature per Geralt, ma esteticamente rimarrà uguale. Possiamo potenziarlo utilizzando i punti accumulati passando di livello (il livello può aumentare soltanto con l’esperienza accumulata nelle missioni e durante gli scontri) seguendo tre principali direttrici o gruppi: arma bianca (quindi combattimento in generale), magia e alchimia.
E l’alchimia sicuramente è una delle cose più importanti di questo gioco: tramite “ricette” trovate nella mappa o dai mostri uccisi, potrete costruire armi, armature, rune da fondere sulle vostre armi per potenziarle, trappole e soprattutto pozioni. Ci sono tantissime pozioni e hanno poteri fondamentali per uscire vincitori dagli scontri. Possono potenziare l’attacco, la vitalità (serve per parare e per utilizzar
e le magie: già niente mana!), la resistenza… ce ne sono di svariati tipi. Addirittura ce n’è una che permette di vedere al buio (la Pozione Gatto, per esattezza) e vedere il calore dei nemici al dilà delle pareti. Alla faccia di Predator!
Tornando sul discorso dei combattimenti, lo scontro all’arma bianca è il fulcro dell’esperienza di un RPG. The Witcher 2 ha un sistema di combattimento a mio avviso piuttosto mal costruito. I comandi, innanzi tutto, non sono del tutto precisi: spesso mi capita di premere il tasto per parare, ma la parata avviene subito dopo che sono stato colpito… in ogni caso, il sistema di combattimento sicuramente è la più grossa pecca del gioco, perché è fondamentale, ma difficilmente padroneggiabile per via di quelle sbavature. Fortunatamente è una cosa che può essere migliorata con delle patch successive: speriamo! Cosa interessante del modello di combattimento, però, è il fatto che si possa scegliere sempre che magia usare in tempo reale: premendo un determinato tasto il gioco rallenta in maniera esponenziale, quasi rimanendo in pausa, in modo che si possa scegliere quale magia utilizzare, quale trappola piazzare o quale arma lanciare. Fa comodo ed è efficace in combattimento, anche perché c’è spesso un estremo bisogno di alternative alla spada che rechino più danni, perché sicuramente i nemici sono belli coriacei. Sarò forse poco capace io, ma sta di fatto che anche i primi combattimenti mi sembravano di una difficoltà assolutamente non comune e sono morto più e più volte.
Res
tando in tema di combattimenti, a volte capiterà di dover affrontare un combattimento a mani nude, una classica scazzottata, e sarà diverso dal sistema principale di combattimento (clicca clicca clicca!), perché sarà composto da quick time events in cui bisogna premere appunto i tasti indicati a schermo nel momento opportuno per colpire l’avversario o parare. Niente di trascendentale, ma quello che variega va sempre bene. Come gli altri minigiochi presenti nel gioco: dadi e braccio di ferro. Dei classici che non potevano mancare!
CHE PANORAMA!
Tecnicamente The Witcher è un gioco decisamente impressionante. I personaggi sono tutti realizzati in modo molto dettagliato (soprattutto i personaggi femminili), gli ambienti anche (la vegetazione in particolare è davvero incredibile). Ma quello che davvero colpisce è l’ampiezza degli spazi aperti: si vede a kilometri di distanza e come si vede! Bellissimi davvero i panorami. Effettivamente credo che un’estetica del genere nell’ambiente che circonda il personaggio non si sia mai vista. Fin da subito sgranerete gli occhi vedendo l’accampamento del Re nei primi minuti del gioco. Qualcosa di davvero impressionante. Tutto questo però ha un costo in termini di prestazioni. Il motore sembra piuttosto pesantuccio. Sulla macchina dove è stato provato The Witcher 2 è girato a 1920x1080 con tutti i dettagli al massimo un giochino chiamato Shogun 2 senza dare minimamente problemi (trovate le caratteristiche in fondo alla pagina), mentre The Witcher è assolutamente molto più pesante e in diversi frangenti aveva una quantità di immagini per secondo decisamente bassa. Tanto più che per girare i video che vedete ho dovuto abbassare qualche dettaglio perché altrimenti non si poteva nemmeno giocare. Fosse stato più scalabile sarebbe stato meglio, ma sta di fatto che questo motore grafico è imponente e garantisce una qualità che non si vedeva da un bel po’ di tempo.
Il sonoro è composto da musiche tipiche da gioco fantasy e il doppiaggio è in inglese anche nella versione italiana (solo sottotitoli).
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In definitiva The Witcher 2 è un gioco con un’imponente componente grafica che farà la felicità dei puristi della grafica, ma ha anche una struttura di gioco che può soddisfare in pieno anche i puristi degli RPG. In più aggiungiamoci una trama davvero longeva (circa 30 ore) come oggi si vede raramente e un protagonista decisamente carismatico e il quadro è completo. Sicuramente il discorso del sistema di combattimento che non è propriamente il top della gamma penalizza il gioco perché è fondamentale avere un sistema perfetto in un RPG come questo. Comunque sia, The Witcher 2 è un gioco da consigliare a chiunque piacciano i giochi di ruolo o comunque giochi ambientati in mondi fantasy.
VOTO 9

Requisiti Minimi
Sistema Operativo: Windows 7 / Vista / XP
Processore: Intel Core 2 Duo 2,2 Ghz o equivalente
Memoria: 1GB RAM per XP / 2GB RAM per Vista/Seven
Scheda Grafica: GeForce 8800 512 MB o equivalente
Spazio su disco: 16 GB
Configurazione raccomandata:
Sistema Operativo: Windows 7 / Vista / XP
Processore: Intel Quad Core o equivalente AMD
Memoria: 3 GB per Windows XP / 4 GB per Windows Vista e Windows 7
Scheda Grafica: Nvidia GeForce 260 1 GB / Radeon HD 4850 1 GB
Spazio su disco: 16 GB
Sistema operativo: Windows 7
Processore: AMD Phenom II X3 720 @ 3,4 Ghz
RAM: 3,25 GB
Scheda Video: ATI Radeon HD 5850 Toxic
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